Il Lino

Il lino, appartenente alla famiglia delle Linaeceae, comprende più di 230 specie ampiamente distribuite nelle regioni temperate e subtropicali. È una pianta annuale erbacea con un ciclo vegetativo di circa quattro mesi, alta dai 30 ai 60 cm e caratterizzata da foglie tenere e lanceolate. Le specie più diffuse producono fiori di colore azzurro e frutti contenenti semi di piccole dimensioni di colore che va dal bruno scuro al giallo paglierino a seconda delle varietà.

Anatomicamente, il seme di lino è composto da tre parti principali: l’embrione o germe, due cotiledoni e un guscio. È ricco di grassi (30-41%), fibre alimentari (20-35%) e proteine (20-30%), ma povero di amido e zuccheri semplici. In particolare, contiene un’elevata quantità di acidi grassi poli-insaturi, come l’acido α-linoleico (ALA, circa il 55%) e l’acido linoleico (circa il 14%) e quantità moderate di acidi grassi mono-insaturi come l’acido oleico (circa il 18%). Sono inoltre presenti minime quantità di acidi grassi saturi, come l’acido palmitico (circa il 5%) e l’acido stearico (circa il 3%), e di derivati del gruppo della vitamina E (es. tocoferolo e tocotrienolo), steroli e carotenoidi (es. luteina).

Le proteine del seme di lino sono ricche di asparagina, acido glutammico, leucina ed arginina, ma povere di metionina e cisteina. La maggior parte dei carboidrati contenuta nel seme di lino si concentra nel tegumento ed è definita fibra alimentare in quanto non-digeribile. Tali carboidrati consistono di una frazione detta mucillagine (o fibra viscosa o gomma) che viene secreta all’esterno quando il seme viene bagnato. La mucillagine trova impiego come probiotico per la flora intestinale e come prodotto per favorire la crescita dei batteri dell’acido lattico sui formaggi fermentati.

Il lino, così come altre piante, è ricco, inoltre, di composti fenolici che si concentrano soprattutto nel tegumento del seme, tra cui il principale è il secoisolaricilresinolo diglucoside (SDG). Di per sé questi composti non sono utili alla salute umana, ma costituiscono i precursori fondamentali nella produzione dei lignani di mammifero, i quali svolgono attività di prevenzione verso le patologie croniche come i tumori, le malattie cardiovascolari e il diabete. Infatti, i lignani prodotti dalle piante vengono convertiti dalla microflora intestinale dei mammiferi in enterodiolo e enterolattone. Tali composti vengono assorbiti nel colon, trasportati al fegato e secreti nella bile.

La ricerca è sostenuta dalla Fondazione Cariplo nell'ambito del programma sulle Biotecnologie e sulla Bioeconomia, n. prog. 2016-0700.